Colombo e la celluloide: Vite di Colombo, ricostruzioni celebrative e riflessioni critiche
Professore ordinario La Sapienza – Università di Roma
Per tutti i siti web la data di ultima consultazione è il 03.09.2025.
Abstract
L'articolo analizza l'evoluzione della figura di Cristoforo Colombo nel cinema, dalle rappresentazioni celebrative e propagandistiche dei primi film ai successivi approcci critici e metacinematografici. Si esaminano le diverse fasi della produzione cinematografica colombiana, evidenziando come l'immagine di Colombo sia stata plasmata da intenti nazionalistici, ideologie contrapposte e, più recentemente, da una riflessione sulle dinamiche neocoloniali e sulle conseguenze della scoperta. L'analisi culmina con "También la lluvia" (2010), che mette in discussione le strutture di potere e le rappresentazioni storiografiche del navigatore, offrendo una prospettiva critica sull'eredità del colonialismo.
English abstract
The article analyses the evolution of the figure of Christopher Columbus in cinema, from the celebratory and propagandistic representations of early films to later critical and meta-cinematic approaches. The different phases of Colombian film production are examined, highlighting how the image of Columbus has been shaped by nationalistic intentions, opposing ideologies and, more recently, by a reflection on neo-colonial dynamics and the consequences of the discovery. The analysis culminates with ‘También la lluvia’ (2010), which questions power structures and historiographic representations of the navigator, offering a critical perspective on the legacy of colonialism.
Il Quarto Centenario della scoperta, 1892, precede di poco l'invenzione del cinematografo (1895). Avere mancato di poco la scadenza celebrativa garantisce al cinema colombiano delle origini una certa libertà ricreativa, liberandolo dalle gabbie propagandistiche che ne hanno successivamente condizionato le vicende produttive e le (scarse) fortune, in senso nazionalista (soprattutto in Europa), continentalista (nelle Americhe) o, specie a partire dal V Centenario, in senso criticamente anticelebrativo e anticolombiano.
Il Cinema Muto e le Prime Rappresentazioni
Ai tempi del muto, le narrazioni relative al primo viaggio transatlantico e alla vita avventurosa del suo ideatore e principale protagonista hanno un impianto episodico-biografico, incardinato su una selezione di momenti decisivos de su vida, che contribuiscono a delineare il personaggio dell'eroe in senso ancora ottocentesco. Se e quando frammenti di propaganda nazionalista e/o continentalista vengono catturati e trasformati in immagini da proiettare sullo schermo, ciò avviene con tratti abbastanza carnevaleschi e caricaturali, in genere utilizzati per mettere in scena e/o documentare le celebrazioni, soprattutto americane, del Columbus Day.
È quanto avviene, per esempio, nel Cristoforo Colombo del 1904 (Fig.1) firmato da Vincent Lorant-Heilbronn dove, in dodici minuti, la narrazione procede per salti, con un impianto piuttosto teatrale e volutamente ellittico, mostrandoci le vicende colombiane a partire dal tentativo di ammutinamento sedato dall’Ammiraglio del Mare Oceano fino alla sua incarcerazione. Il finale è comunque apoteosico e risarcitorio: ricostruisce infatti una cerimonia “americana” del Columbus Day, omaggio retrospettivo e americano alla memoria dello scopritore, con tanto di costumi e figuranti e persino con il passaggio di una carnevalesca caravella, tra le bandiere sventolanti degli Stati Uniti.
Un’impostazione similare ritorna in Vita di Cristoforo Colombo e della sua scoperta de América (Vida de Cristóbal Colón y de su descubrimiento de América) di Gérard Bourgeois del 1916, dove grazie alla ben maggiore estensione la trama si sviluppa con più articolata complessità psicologica e narrativa.
Immagine della scena del film
Il Quattrocentocinquantenario e la Propaganda Ideologica
Con l’avvicinarsi del quattroentocinquantenario del 1942, trova spazio nelle produzioni filmiche colombiane una narrazione carica di significati ideologici. Christopher Columbus, biopic di David Mac Donald del 1949 risulta intriso di stereotipi antispagnoli, mentre Alba de América di Juan de Orduña diventa l’occasione per l'esaltazione nazionalistica di matrice franchista della Spagna.
Lo Sceneggiato Televisivo di Cottafavi e il Contrasto tra Narrazione Ufficiale e Popolare
Il Quinto Centenario e la Spettacolarizzazione di Colombo
La Svolta Critica del XXI Secolo e "También la lluvia"